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Recupero Cartiere Pigna, un progetto contro la crisi

News | 17 luglio 2013 | News
Da un'area industriale in crisi ad un nuovo insediamento produttivo

(Fonte: Ln - Alzano/Bg, 16 lug) Da un'area industriale in crisi ad un nuovo insediamento dove si affiancheranno attività produttive, commerciali e terziario, con un modello sperimentale che potrebbe essere da esempio per tante altre realtà analoghe in Lombardia.

E' questo in sintesi il cuore del contratto di recupero produttivo delle Cartiere Pigna, lo storico marchio della Val Seriana, un'azienda già operante nel 1839, un pezzo di storia della bergamasca e una pagina importante del presente, con i suoi 300 posti di lavoro che questo accordo ha salvato e mantenuto negli impianti di Alzano. "Vogliamo che quest'area diventi un centro di eccellenza e che diventi un esempio per tutte le realtà produttive, e sono tante in Lombardia, che vivono una crisi, come modello su come recuperare il tessuto industriale, recuperarlo e rilanciarlo, guardando però al futuro".
E' stato questo il primo commento del presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni che ha voluto partecipare, insieme all'assessore all'Ambiente, Energia e Sviluppo Sostenibile Claudia Maria Terzi, alla presentazione del contratto di recupero produttivo delle Cartiere Paolo Pigna, nel municipio di Alzano Lombardo, contratto finalizzato alla ristrutturazione dell'insediamento produttivo delle Cartiere e alla contestuale riqualificazione delle aree.

IL PROGETTO - In base al progetto di riqualificazione il 75% degli spazi avrà una destinazione industriale, il 12% una destinazione commerciale-direzionale, il 10% una destinazione residenziale e il rimanente 3% sarà destinato al terziario. Un progetto che coniuga tutela dell'ambiente e salvaguardia del tessuto produttivo e occupazionale con il mantenimento in loco dello storico marchio e della sua tradizione.

DECISIVA LA COLLABORAZIONE TRA ISTITUZIONI E PRIVATI - Un accordo, quello siglato, frutto di una collaborazione a 360 gradi tra le istituzioni coinvolte, dal comune di Alzano Lombardo, alla provincia di Bergamo fino alla Regione Lombardia, e i privati, con il pieno coinvolgimento delle parti sociali. Come ha tenuto a sottolineare lo stesso presidente Maroni "Questo può essere davvero un modello da realizzare qua e poi replicare in altre realtà simili. Noi vogliamo investire su questa prima volta, qui ci sono tutte le possibilità di creare un luogo dove si fa sperimentazione, innovazione, sia da un punto di vista dell'attività imprenditoriale che dei rapporti tra il mondo istituzionale e quello privato, con il concorso delle parti sociali".

ATTENZIONE ANCHE ALL'AMBIENTE - "L'aspetto che più conta in questo progetto - ha commentato l'assessore Terzi - è la collaborazione fra Istituzioni pubbliche e operatori privati non solo con l'obiettivo di evitare la delocalizzazione di un'impresa, ma anche l'abbandono di un'area importante come quella occupata dalla Cartiera Pigna, cosa che avrebbe potuto trasformarsi in una fonte di degrado urbano. Ciò avviene anche con un intervento doppiamente positivo dal punto di vista ambientale perchè nel progetto ci sono un'importante bonifica l'utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili".

ATTENZIONE AL TERRITORIO - Soddisfatto per il risultato ottenuto l'ex sindaco di Alzano Lombardo e ora consigliere regionale Roberto Anelli, protagonista in prima persona dell'iter che ha portato al salvataggio e al rilancio delle Cartiere Pigna, che ha ricordato: "E' stato un lavoro lungo, di quattro anni, che ha coinvolto tutte le istituzioni e ha portato ad un risultato importante. Mantenere qui il lavoro e la storia industriale delle Cartiere Pigna. Tengo a ringraziare il presidente Roberto Maroni che in campagna elettorale aveva detto che il lavoro era una delle priorità per la sua amministrazione e che venendo qui oggi lo ha dimostrato perché questo impegno per salvare un'azienda significa impegno salvare il lavoro e quindi la serenità delle famiglie dei lavoratori e della loro comunità".
 



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